10. Citizen Science – la scienza di tutti

Di che cosa si tratta?

Per "citizen science" (letteralmente, dall'inglese, scienza dei cittadini o, in senso lato, scienza partecipativa) si intende il coinvolgimento della platea non accademica nel processo della ricerca scientifica, sia che si tratti di ricerca fondata su una specifica richiesta da parte della comunità o di ricerca a livello globale (citizenscience.org). I cittadini partecipano ad un lavoro scientifico, spesso collaborando assieme a ricercatori esperti o a istituzioni scientifiche. Il primo progetto documentato di scienza partecipativa risale al Natale del 1900 negli Stati Uniti, quando la National Audubon Society svolse il primo Christmas Bird Count, il censimento degli uccelli di Natale. Ad oggi, il progetto di scienza partecipativa di maggior successo è probabilmente Galaxy Zoo che ha visto la partecipazione di oltre 150mila cittadini che hanno contribuito alla classificazione delle galassie nell'arco di un intero anno.

La scienza partecipativa è sostanzialmente il risultato di una comunicazione della scienza efficace ovvero della partecipazione del pubblico. Nell'era delle tecnologie digitali interconnesse, i ricercatori dispongono di molti canali attraverso i quali fanno conoscere il proprio lavoro ad una platea più vasta di quella accademica. Se tradizionalmente la ricerca veniva trasmessa esclusivamente attraverso la pubblicazione di atti di conferenze, articoli su riviste specializzate e libri, i ricercatori oggi possono utilizzare blog, social media, siti video ad hoc, e tutta una serie di social network digitali per convogliare ed amplificare la propria attività di divulgazione.

Fondamenti

La scienza partecipativa è allo stesso tempo uno scopo e uno strumento della Scienza Aperta; può includere quei cittadini che partecipano attivamente e apertamente al processo di ricerca vero e proprio, come spesso accade nel caso di iniziative di sviluppo collettivo o crowdsourcing. Questa modalità comprende attività come la raccolta dati, l’analisi dei dati, l’attività volontaria di monitoraggio e il calcolo distribuito; può però anche consistere in una maggiore comprensione della scienza da parte del pubblico, favorita da un più ampio accesso all'informazione relativa ai processi della ricerca, includendo la capacità di gestire i dati aperti della ricerca e l'accesso agli articoli disponibili in maniera aperta. Quest'ultimo caso (noto come Scienza fai da te) riguarda esempi quali l'innovazione per il paziente (patient innovation)\, e attivismo/difesa del paziente, ONG e gruppi per i diritti civili. Questo comporta una classificazione più precisa che distingue tra attività che fanno capo a scienziati professionisti e attività che fanno capo a non-scienziati (vedi Outside the Academy – DIY Science Communities). Il pubblico può anche essere coinvolto nel proponimento di politiche, ad esempio, nel caso della scelta di un'agenda per i sistemi della ricerca (vedi European Commission’s Open Science Monitor).

"_La scienza partecipativa e la Scienza Aperta possono sinergicamente affrontare grandi sfide, rispondere alla perdita di fiducia nella scienza da parte della società, contribuire alla creazione di beni comuni e risorse condivise e facilitare il trasferimento della conoscenza fra la scienza e la società stimolando l'innovazione. A proposito di sfide cruciali comuni ai due approcci, ci sono le tematiche relative all’apertura, l’inclusione e lo sviluppo sociale, l’educazione e la formazione, i finanziamenti, le infrastrutture e i sistemi di ricompensa. La scienza partecipativa e la scienza aperta si possono considerare come un tutt’uno per rafforzare le sinergie procedendo con le iniziative già esistenti, lanciando azioni mirate nel campo della educazione, della formazione e delle infrastrutture". Estratto da Policy Brief on Citizen Science and Open Science della European Citizen Science Association (ECSA).

Obiettivi formativi

  1. Comprendere i diversi aspetti della scienza partecipativa (forma collaborativa versus forma fai da te).

  2. Comprendere i concetti e le prospettive fondamentali degli attori coinvolti nella comunicazione scientifica.

  3. Gestione della proprietà intellettuale nei progetti di scienza partecipativa. Una guida è disponibile qui.

  4. Gestione dei dati raccolti attraverso la scienza partecipativa.

  5. Identificazione delle strategie più efficaci per ottenere una chiara e concisa comunicazione dei principi scientifici.

  6. Individuare quali sono i modi migliori per comunicare una ricerca/una storia, a chi, e con quali strumenti.

Elementi chiave

Conoscenza

La European Citizen Science Association (ECSA) ha creato una guida delle migliori pratiche su che cosa costituisca una buona scienza partecipativa e ha steso i 10 Principi della Scienza Partecipativa. Ad oggi, questa dichiarazione è stata tradotta in molte lingue. I 10 principi offrono una guida delle migliori pratiche per qualsiasi progetto basato sulla scienza partecipativa.

Nell’intraprendere un progetto di scienza partecipativa è necessario tenere presente alcuni elementi chiave: come si intendono coinvolgere i cittadini? Come verrà garantita la qualità dei dati? Come verranno affrontati gli aspetti etici e legali?

Sebbene il dibattito su come valutare alcune attività di scienza partecipativa sia ancora aperto, ci sono già degli esempi da tenere in considerazione nel caso di impatto sociale in rapporti valutativi, tra questi i Casi di studio tratti dal UK Research Excellence Framework.

Competenze

  • Capacità di differenziare i diversi approcci della scienza partecipativa: progetti dove i cittadini forniscono solo dei dati e progetti dove il coinvolgimento dei cittadini è previsto per l'intera durata del progetto di ricerca.

  • Capacità di fornire consulenza su aspetti legali ed etici che riguardano la raccolta di dati, inclusi dati personali dei cittadini.

  • Capacità di fornire soluzioni diverse sulla condivisione dei risultati della ricerca.

Domande, intoppi ed equivoci comuni

  • Un aspetto spesso controverso sulla partecipazione a progetti di ricerca dei cittadini riguarda il come i ricercatori intendano rendere pubblicamente accessibili i dati raccolti dai cittadini stessi. I ricercatori dovrebbero avere sufficienti conoscenze su come i dati possano essere condivisi tenendo in considerazione gli aspetti legali ed etici.

  • La mancanza di un riconoscimento per chi pratica la scienza partecipativa, in particolare, quando i progetti non generano un prodotto di ricerca "tradizionale", come un articolo, atti di conferenza ecc. è una criticità comunemente evidenziata durante gli eventi di formazione sulla scienza partecipativa. Una buona soluzione a questo problema potrebbe partire da uno scambio di opinioni tra chi partecipa al progetto sul tipo di riconoscimento che ambirebbero ottenere e sui metodi che propongono.

Risultati di apprendimento

  1. I partecipanti sono in grado di riconoscere le diverse modalità dei progetti di scienza partecipativa e sanno come trattare aspetti legali ed etici, specialmente in relazione alla gestione dei dati.
  2. I partecipanti all’evento di formazione imparano a coinvolgere i cittadini nelle loro attività di ricerca, in qualsiasi stadio del ciclo di ricerca.

Letture integrative

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